SI al Dal Molin

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Carissimi utenti, noi teniamo molto al fatto che chiunque venga in questo blog possa esprimere il suo parere, positivo o negativo, in merito al Dal Molin.

Non vogliamo ASSOLUTAMENTE essere come "altravicenza" che si permette di cancellare i post negativi e che addirittura non risponde alle mail di chi sostiene il SI... qui vige la chiarezza in democrazia.

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Primo Piano

MI CONCEDA  DUE PAROLE...

Le chiedo di volermi concedere queste mie due righe in virtù del fatto che i "sostenitori" del progetto Dal Molin sono sì una maggioranza silenziosa e le loro idee arrivano poche volte sulla carta stampata. In realtà non si tratta di veri e propri sostenitori ma di comunissima gente per nulla politicizzata, a cui di questo evento poco importa e che comunque non gli cambia la vita in peggio. Questo a mio avviso sta nel fatto che la gran parte dei vicentini vede in questo progetto, un fatto normalissimo in un'alleanza e con un'importanza molto modesta sia per il numero aggiuntivo di militari, sia per l'entità delle opere in programma.
Questo punto di vista (le assicuro condiviso dalla gran parte della gente) certamente non va bene ai sostenitori del NO (in parte politicizzati, in parte strumentalizzati e in parte direttamente interessati perché abitanti nei pressi della futura base), che hanno avuto tutto l'interesse politico, ideologico e antiamericano ad amplificare a dismisura questo evento, con un pesante condimento di bugie, gareggiando a chi paventava il futuro di Vicenza, il più catastrofico possibile.
Mi rivolgo a tutti i sostenitori del NO facendo loro presente che il tanto agognato referendum sulla base2 c'è già stato, anche se fingono di non essersene accorti. Ha vinto la maggioranza, che già esisteva in un Comune legalmente eletto e rappresentativo; una maggioranza silenziosa, quella che ha stravinto alle Provinciali, votando per la CDL, quella che come ha detto il Ministro D'Alema, ha voluto la Ederle2, quella a cui questa realizzazione non dà nessun fastidio, quella che certamente non si sente rappresentata da gente che imbratta i muri dei palazzi e che non accetta idee diverse dalle proprie.
Per fortuna che questa volta a votare c'erano solo i vicentini e non centomila individui da tutta Italia, come quel giorno famoso della manifestazione, nel quale qualcuno lo ha sottolineato come il giorno del referendum. Cari signori del NO, a voi non conviene più il referendum (quello vero), perché lo perdereste.
Sappiate che tutte le azioni ad alto contenuto di disturbo e di vandalismo (basti guardare i muri di Vicenza) che avete compiuto in questi ultimi mesi, hanno prodotto in molti cittadini l'effetto esattamente contrario alla meta da voi perseguita. Non vi ha di certo aiutato la vostra aggressiva prepotenza; quella ad esempio che non ha permesso a molti vicentini, il sottoscritto compreso, ad avere la libertà di godersi in santa pace della buona musica dall'Orchestra americana a Monte Berico, senza certamente porsi in quel momento il dilemma Dal Molin SÌ o Dal Molin NO.
Era chiaro che a tutti voi premeva con la vostra protesta negare la libertà a dei cittadini desiderosi di assistere ad un evento, peraltro difficilmente ripetibile. Mi chiedo ancora adesso che cosa abbiate ottenuto se non una variegata serie di sentimenti che vanno dal biasimo al disprezzo e non solo da chi assisteva a quell'evento, ma da tanta altra gente che in quell'azione ha visto, come in altre delle vostre, una totale mancanza di sensibilità democratica.
Voi di certo, per quanto sopra, non potete farvi portavoce dei valori democratici o denunciarne l'assenza come già avete fatto sul caso Dal Molin, che nella sua evoluzione fino al consenso finale ha seguito il passaggio attraverso una serie di Istituzioni legalmente elette dal Popolo. In larga misura il vostro tipo di democrazia affonda le radici nei partiti che ben vi rappresentano nell'estrema sinistra e che mai ha permesso a nessuno di pensarla in modo diverso, salvo a mettere a repentaglio la propria incolumità.
Il mio parere a questo punto, con l'imminente avvio ai lavori per la base e che tutti voi potreste uscire da questa faccenda in modo più dignitoso, depositando le armi (le bombolette spray, le armi della menzogna, quelle della prevaricazione) e finirla di raccontare "fregnacce" ai vicentini. Vicentini che come me da una vita abitano in città e che sanno bene che i Colli Berici non sono imbottiti di testate nucleari; che sanno bene che l'aeroporto Dal Molin può andare in tilt con il solo traffico di due Piper uno in arrivo e uno in decollo; che sanno bene che quell'aeroporto un aereo per il trasporto truppe che si rispetti, non sa nemmeno cosa sia; che un elicottero in più che vi possa partire non può di certo far tremare le finestre della Basilica Palladiana; che ancora sanno bene che Vicenza ha conosciuto presenze militari americane molto più importanti di quelle in programma, senza che nessuno se ne sia accorto.
Certissimo che la base verrà costruita, cosa che tra l'altro mi lascia indifferente, ingenuamente mi chiedo: che faccia faranno tanti illustri e accaniti esponenti del NO? Come giustificheranno a se stessi tanta inutile profusione di risorse ed energie in azioni più o meno lecite, tenendo una città sotto assedio per più di un anno, per una battaglia che si delineava già persa in partenza?
Tutte le lotte ad alto contenuto ideologico necessitano di un martire, ma tra di voi non ne ho visto nessuno e mi auguro proprio che non ve ne sia nessuno; non vorrei mai che qualche abitante nei pressi del Dal Molin (tutto sommato i veri interessati al problema, anche se si son fatti paravento con principi molto più nobili) si infilasse sotto a qualche ruspa.

Pierluigi Pasetto

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