La Ederle in strada contro Santoro
Il “Sì”: «Non siamo stati ascoltati». Il “No”: «Servizi interessanti e positivi»
di G. M. Mancassola
La Ederle scende in strada per protestare contro Anno Zero di Michele Santoro. «Abbiamo provato in tutti i modi a far sentire la nostra voce, chiedendo di essere intervistati o di partecipare al programma dedicato alla base Usa di Vicenza, ma non ci hanno voluto ascoltare. Questa sarebbe la Rai? Questo sarebbe il servizio pubblico?», denuncia Roberto Cattaneo, dipendente civile di Camp Ederle e leader del comitato favorevole al progetto americano per il Dal Molin.
Le parole di Cattaneo sollevano il polverone intorno alla puntata di Anno Zero, intitolata “Casalinghe alla riscossa”, andata in onda su Rai2 giovedì sera e seguita da 2 milioni e mezzo di spettatori. Al termine di una mattinata di consultazioni interne ai dipendenti civili italiani della caserma americana, viene presa la decisione di mettere in scena una protesta clamorosa. Così, dopo le maschere che le donne del no avrebbero voluto indossare in consiglio comunale l’8 marzo se non fosse esplosa la bagarre in aula, ecco i bavagli del sì. Giovedì 22 marzo, infatti, alle 17 per circa un’ora, i dipendenti della Ederle si sdraieranno sull’asfalto di viale della Pace imbavagliati, in segno di protesta contro «la mancanza di una corretta informazione riservata all’argomento Dal Molin dalla Rai nei suoi programmi, “Anno Zero” in testa».
Il comitato invita tutti i vicentini favorevoli all’insediamento «e che non si fanno strumentalizzare» a unirsi al gruppo dei manifestanti. Chi parteciperà all’appuntamento, fa sapere il comitato, potrà sdraiarsi su un drappo bianco di una cinquantina di metri alla testa del quale sarà innalzato un cartello a favore della liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo rapito in Afghanistan.
Cattaneo è furibondo, racconta di tutti i tentativi fatti per portare una voce in contraddittorio a quella delle donne contrarie al progetto statunitense: «Non c’è stato nulla da fare, per questo metteremo in atto anche un’altra forma di protesta».
Il portavoce si riferisce al falò degli abbonamenti alla Rai che prenderà forma all’esterno della caserma: «Accanto al tappeto i vicentini troveranno un piccolo forno nel quale potranno bruciare gli abbonamenti Rai - spiega il numero uno del Comitato del Sì -. L’informazione vera non è quella della Rai, nè tanto meno quella di Santoro che si è rifiutato di concederci spazio nella sua trasmissione a senso unico».
Non è la prima volta che il comitato spara contro Anno Zero. Era già accaduto in autunno, dopo la celebre diretta da piazza dei Signori nel giorno del sì condizionato al progetto votato in consiglio comunale il 26 ottobre. A sostegno di Cattaneo e soci venne recapitato alla commissione di vigilanza Rai un esposto di alcuni parlamentari di centrodestra.
Cattaneo non è comunque solo nella sua arrabbiatura. Un’altra voce rimasta inascoltata è quella del vicesindaco Valerio Sorrentino, segretario cittadino di Alleanza nazionale, che racconta: «A differenza del sindaco Enrico Hüllweck, che non ha voluto farsi intervistare, io ho accettato di rispondere alle domande degli inviati di Santoro, spiegando le ragioni di chi è favorevole, che molti vicentini ritengono ci siano vantaggi da questa operazione, a partire dalle categorie economiche. L’intervista è durata almeno dieci minuti, ma durante la puntata di giovedì non è stato mandato in onda nulla di nulla. Né è stato intervistato alcun esponente del centrodestra. Basti pensare che non hanno comunicato l’esito del sondaggio, in base al quale il 57 per cento degli intervistati si diceva contrario a un referendum. Con questo metodo farsesco, unilaterale e manicheo, non credo sia stato fatto un buon servizio nemmeno al fronte del No».
Di tutt’altra idea è invece Giancarlo Albera, uno dei portavoce del Coordinamento dei comitati contrari alla base: «La trasmissione diceva cose interessanti, messaggi che condividiamo e a cui abbiamo partecipato in tanti - afferma -. In particolare, ho trovato positivi i reportage sui luoghi occupati da insediamenti militari, come le caserme Pluto e Fontega. Si è visto chiaramente che la città è accerchiata. Si possono fare le più diverse valutazioni sulla loro consistenza, ma si tratta pur sempre di insediamenti militari, compreso il villaggio che si vorrebbe costruire a Quinto. In queste aree i vicentini non ci possono andare a passeggiare alla domenica. Non c’è nulla di bello, sarà un sepolcro».
«Credo - prosegue Albera - che dalla trasmissione di Santoro sia emersa la voce dei cittadini. Si può sempre fare meglio, ma l’importante è che siano stati spiegati i problemi anche alle persone che non li conoscevano e siano stati fatti vedere i luoghi. La nostra battaglia non finisce qui. Ci batteremo fino in fondo, anche se finora non c’è un atto formale che possiamo impugnare. Questo è lo scandalo».
LA STORIA
Con il titolo “Casalinghe alla riscossa”, Michele Santoro ha ricondotto il suo Anno Zero sulle rotte del caso Dal Molin, riportandolo in scena dopo il black-out dei media nazionali seguito alla crisi di governo e alla rinnovata fiducia delle Camere alla compagine di Romano Prodi. La puntata, andata in onda su Rai2 giovedì in prima serata, è stata vista da una media di 2.598.000 ascoltatori, ottenendo il 10,25 per cento di share. Protagonisti della trasmissione sono state una pattuglia di donne vicentine contrarie all’insediamento americano all’aeroporto Dal Molin, capitanate da Cinzia Bottene del presidio permanente. In studio, unico ospite della politica nazionale, l’on. Gianni De Michelis. In studio c’era anche Alex Cioni, leader berico di Alternativa sociale con Alessandra Mussolini. Completamente assente, invece, il governo, che non ha inviato alcun rappresentante.
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